Ubriachi e drogati contro la tigre Ecco la verità sulla strage allo zoo

«Urla contro l’animale». L’ammissione di una delle vittime. Nel suo corpo livelli di alcol non consentiti

SAN FRANCISCO – Il mistero sulla fuga mortale della tigre dalla sua gabbia nello zoo di San Francisco, costata la vita a un giovane il 26 dicembre scorso, sembra non essere più un mistero. Tatiana, questo il nome della tigre siberiana abbattuta il giorno di Santo Stefano, aveva scavalcato un muro di cinta alto sei metri prima di uccidere il 17enne Carlos Sousa Jr. e di ferire gravemente Paul Dhaliwal, 19 anni e il fratello Kulbir. Ora è proprio il giovane Paul a raccontare la sua verità sulla tragedia. A riferirlo è il padre di Sousa Jr. Quel giorno i tre giovani, prima di essere aggrediti, avrebbero urlato contro la tigre, agitandosi davanti all’animale e addirittura alzandosi in piedi sul muro di cinta della gabbia. Paul continua a sostenere che né lui né io suoi due amici quel giorno hanno gettato oggetti all’interno della gabbia dell’animale.

UBRIACHI E DROGATI – Ma su un’altro punto il 19enne Dhaliwal non può replicare. Gli esami tossicologici hanno riscontrato nel suo corpo il doppio del livello alcolico consentito per stare alla guida. Ma non è tutto: Paul, il fratello Kulbir e Sopusa Jr., rimasto ucciso, avevano fumato marijuana. A riferirlo è l’ispettore di polizia Valerie Matthews, che ora sottolinea: «La tigre può essere stata provocata dalle sue vittime».

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