L’importanza dei TAG

I tag non sono altro che uno strumento del web 2.0 per consentire a chi pubblica un contenuto di etichettarlo (“taggarlo” in slang 2.0) con una o più parole che ne definiscano e ne facciano capire il contenuto ed il senso. Sono qualcosa di più quindi delle parole chiave – keywords – perché non vengono estrapolati automaticamente dal testo, dal titolo o dalla descrizione del contenuto ma assegnate direttamente da colui che l’ha pubblicato e che per primo è in grado di descriverne il significato.Pare evidente quindi la differenza tra tags e keywords.
Se nel caso delle keywords siamo di fronte ad una ricerca automatizzata, qui c’è un intervento umano preziosissimo che assegna un senso ad un contenuto. Il vantaggio per chi cerca qualcosa attraverso i tag è di avere la possibilità di provare ad effettuare ricerche semantiche quindi formate anche da insiemi di parole e basate sul senso della frase, non solo sul significante ma anche sul significato della stessa.

Vi faccio un esempio pratico.
Poniamo caso che io pubblichi una degustazione di un vino che si chiama Pincopallino e che è prodotto dal produttore Tizio. Nei miei tag aggiungerò sicuramente le parole pincopallino e tizio in modo che chi cerca quel contenuto possa trovarlo in modo semplice digitando per esempio il nome del vino o il nome del produttore. Ma fin qui non avremo fatto molto di più di quanto si può fare con le keywords.

Per sfruttare al massimo la potenza di questo strumento, potremmo per esempio aggiungere ai tag già visti anche il tag vino biodinamico o vini biodinamici o biodinamica se in effetti quel vino facesse parte di questo gruppo di vini oppure vini in bric oppure, tappi di vetro, se per esempio quel vino è tappato con un tappo di vetro, e via così, il limite è solo il senso e le relazioni più strette che il mio contenuto può avere con i tag che decido di assegnargli.

Questo comporterà che, sebbene all’interno del nome del vino, del produttore o del testo della degustazione non compaia la parola chiave “biodinamica” o “biodinamico”, quel contenuto, grazie al mio contributo con i tag, sarà rintracciabile anche con quella parola o con quell’insieme di parole. E lo sarà solo grazie alla mia scelta. Attenzione quindi che il sistema è potente sia con i tag giusti che sbagliati, quindi se assegno un tag sbagliato creerò un problema e non un vantaggio al fruitore dei contenuti.

Un altro esempio.
Poniamo il caso che io inserisca il video di una persona che si ubriaca e ride a più non posso. Nei tag potrò per esempio il nome della persona, potrò scrivere la keyword “ubriaco”, “alcol”, “risate” ma potrò contribuire a classificare quel contenuto, per esempio, anche con un tag del tipo : “video divertenti” o “video buffi”. In questo modo, chiunque farà una ricerca per video buffi troverà anche il mio video e potrà farlo grazie al mio contributo di classificazione. Mica male no ?

—>Articolo originale<—-

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