Morph, il telefono mutante

Per ora è un prototipo e segue la scia del modello 888, primo cellulare “transformer” dell’azienda finlandese. E’ basato sulle nanotecnologie e potrà cambiare forma e dimensioni

Se manterrà le promesse dei primi modelli “concept”, il Nokia Morph farà sentire più vecchio di 100 anni chi usa il cellulare già da un po’. Non è solo una questione estetica: il Morph, o almeno l’idea che se ne ha, è un incrocio di nanotecnologie, design e materiali autopulenti. Un apparecchio in grado di adattarsi al corpo del  proprio utente senza farsi praticamente sentire e pulirsi da solo quando il display o i tasti sono sporchi. Cose che mandano in pensione tutto quanto visto finora insomma.

Sviluppato dall’azienda finlandese in collaborazione con l’Università di Cambridge, il Morph vive più nel campo del probabile che del possibile. Non appena il progresso e i costi di produzione di un apparecchio del genere assumeranno cifre digeribili all’industria.
Morph infatti più che un nuovo telefono è una rivoluzione progettuale del concetto di “personal device” perché è studiato per cambiare forma a seconda delle esigenze dell’utente. Può diventare un bracciale, un pendaglio, allungarsi e in generale assumere forme diverse da quella iniziale.
Un prototipo del Morph, che ricorda il modello 888 di Nokia, meno alieno all’occhio ma comunque fuori dall’ordinario, è attualmente esposto al Museo di Arte Moderna di New York.

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