Nuova stangata per Microsoft – Da Bruxelles multa da 899 milioni

BRUXELLES – L’Antitrust Ue ha inflitto una stangata senza precedenti a Microsoft: la nuova sanzione è di 899 milioni di euro. Per il gigante dei software l’ accusa è di aver continuato ad abusare della sua posizione dominante anche dopo la condanna della Commissione Ue nel marzo del 2004, che già costò al gruppo di Bill Gates una supermulta da 497 milioni di euro.

FRENO ALLA CONCORRENZA – La sanzione record è stato comminata da Bruxelles proprio perché Microsoft non ha rispettato la decisione del marzo 2004 (confermata nel luglio 2006 e nello scorso settembre dalla Corte di giustizia) con cui l’antitrust europeo aveva ordinato di divulgare precise informazioni ai concorrenti per garantire l’«interoperabilità» tra i diversi sistemi: Bruxelles accusa la società Usa di non aver rispettato gli obblighi fissati nella decisione del marzo 2004 entro il termine previsto del 22 ottobre 2007, continuando a imporre «prezzi eccessivi e irragionevoli» per poter accedere alla propria documentazione informatica, in modo da rendere più difficile il dialogo tra i propri sistemi e quelli di gruppi concorrenti per consentire lo sviluppo di programmi compatibili con i sistemi operativi e i software del gruppo di Redmond e con i sistemi operativi compatibili con la versione Windows per server.

LA VICENDA – La commissaria Ue alla concorrenza, Neelie Kroes, ha notato amaramente che Microsoft è stata «la prima azienda in cinquant’anni di politica della concorrenza europea che la Commissione ha dovuto multare per non essersi adeguata a una decisione antitrust». E ha spiegato che la decisione antitrust del 2004 prevedeva una multa di 497 milioni di euro; successivamente la Commissione impose nel luglio 2006 una multa giornaliera di 1,5 milioni di euro per un ammontare complessivo di 280,5 milioni di euro. Con quella comminata mercoledì, le multe sommate danno un ammontare complessivo di 1,676 miliardi di euro. Ed è andata persino bene al gruppo americano, visto che la Kroes ha sottolineato che la sanzione per non aver rispettato le decisioni dell’antitrust sarebbe potuta arrivare a 1,5 miliardi. La decisione riguarda un periodo che non è coperto dalla sanzione del luglio 2006 e che riguarda quanto accaduto tra il 21 giugno 2006 e il 21 ottobre 2007.

LA RISPOSTA DI MICROSOFT – «La Commissione europea lo scorso ottobre ha annunciato che Microsoft stava rispettando in pieno la decisione del 2004: questa multa si riferisce quindi a una questione passata che è stata risolta». Questa la replica dell’azienda americana alla sanzione annunciata da Bruxelles. Microsoft osserva che «come dimostrato la scorsa settimana, con i nuovi principi di interoperabilità e azioni specifiche destinate a incrementare l’apertura dei nostri prodotti, ora ci stiamo focalizzando su passi che in futuro possano migliorare ulteriormente la situazione». Proprio nei giorni scorsi, infatti, il colosso dei software si era detta pronta a rinunciare – almeno in parte – ai suoi segreti, annunciando di voler divulgare i codici per rendere i propri prodotti maggiormente integrabili con quelli commercializzati da altre aziende. Una decisione che Bruxelles aveva per la verità snobbato, affermando che c’erano stati almeno «altri quattro annunci di questo tipo, tutti senza effetto».

OAS_AD(‘Bottom1’); 0){flashVersion =(navigator.plugins[“Shockwave Flash 2.0”] || navigator.plugins[“Shockwave Flash”]) ? navigator.plugins[“Shockwave Flash” +(navigator.plugins[“Shockwave Flash 2.0″] ? ” 2.0″ : “”)].description.split(” “)[2].split(“.”)[0] : -1; plug = flashVersion >= minFlashVersion;} else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(“webtv/2.6”) != -1){flashVersion = 4;plug = flashVersion >= minFlashVersion;} else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(“webtv/2.5”) != -1){flashVersion = 3;plug = flashVersion >= minFlashVersion;} else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf(“webtv”) != -1){flashVersion = 2;plug = flashVersion >= minFlashVersion;} else if((navigator.appVersion.indexOf(“MSIE”) != -1) &&(navigator.appVersion.toLowerCase().indexOf(“win”) != -1) &&(navigator.userAgent.indexOf(“Opera”) == -1)){var oasobj; var exc; try{oasobj = new ActiveXObject(“ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.7”); flashVersion = oasobj.GetVariable(“”);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(“ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.6”); version = “WIN 6,0,21,0”; oasobj.AllowScriptAccess = “always”; flashVersion = oasobj.GetVariable(“”);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(“ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3”); flashVersion = oasobj.GetVariable(“”);} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(“ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3”); flashVersion = “WIN 3,0,18,0”;} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject(“ShockwaveFlash.ShockwaveFlash”); flashVersion = “WIN 2,0,0,11″;} catch(exc){flashVersion = -1;}}}}} plug =(flashVersion != -1)? flashVersion.split(” “)[1].split(“,”)[0] >= minFlashVersion : false;} if(plug) { document.write(”

“); function loadFlashBottom11(){ if(navigator.userAgent.indexOf(“MSIE”) != -1 && navigator.userAgent.indexOf(“Opera”) == -1){ if (extFlashBottom11.readyState == “complete”) { FlashObject(“http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/1203692705/oas.rcsadv.it/0/RCS/FEBGIU31_COR_T-BUS_RCT_250208//”+file_swfBottom1+”?clickTAG=http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/economia/1569016164/Bottom1/RCS/FEBGIU31_COR_T-BUS_RCT_250208/B_180x150_W_corriere.swf.html/35393737646261613437633536363130?kw1=value1&kw2=value2″, “OAS_AD_Bottom1”, “width=”+widthBottom1+” height=”+heightBottom1, “”, “clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000″ ,”6”, “FinContentBottom11”); extFlashBottom11.onreadystatechange = “”; } extFlashBottom11.onreadystatechange = loadFlashBottom11; } else { OASfp=” Menu=FALSE swModifyReport=TRUE width=” +widthBottom1 + “height=”+heightBottom1; OASd.write(“”); OASd.write(”

“); OASd.write(“”); OASd.write(“”); } } loadFlashBottom11(); } if(!document.body) document.write(“”); //–>

DOMINIO – La società fondata da Bill Gates equipaggia il 92% dei pc del mondo. Le decisioni della Commissione Ue sono relative alla vendita collegata di Windows con il lettore multimediale Media Player e ai sistemi operativi per server. Da alcune settimane, però, Bruxelles ha reso noto di aver aperto un nuovo dossier contro Microsoft e di indagare su due nuove «ipotesi di reato»: gli aspetti su cui le autorità europee hanno promesso di investigare sono ancora una volta legati all’unificazione di altri programmi nel sistema operativo (in questo caso il browser Internet Explorer) e all’apertura di Windows ai prodotti rivali (nel mirino c’è la suite di software Office).

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: