Cassano-shock, l’ennesima follia

Insulta l’arbitro, rosso e lungo stop

Aveva chiesto ai compagni di aiutarlo a mettere un freno alle ‘cassanate’, ma il talento di Bari Vecchia ci è ricascato e adesso rischia un lungo stop. Nel finale di Sampdoria-Torino, Antonio Cassano ha rivolto frasi ingiuriose al direttore di gara, reo di aver fischiato un fallo discutibile dell’ex giallorosso. Una volta espulso, ha proseguito la ‘scenata’ da bordo campo. Nello spogliatoio, poi, il pentimento e le scuse.

Una serata fatta di facce, sguardi nei quali leggere un copione già scritto e recitato più volte. Il volto di Pierpaoli, attonito di fronte a una reazione nervosa che sfiora l’inconsulto, il folle; quello di Collina, che prima resta sbigottito per i colpi di un folletto dal potenziale straordinario e poi sgrana gli occhi di fronte alla ‘sceneggiata’; quello di Antonio Cassano, trasfigurato. Perché questo è quello che è accaduto a ‘Marassi’, anche se più che un inedito è sembrato un capitolo di un libro arcinoto. Quando i replay hanno evidenziato l’inconsistenza del fallo del blucerchiato, qualcuno ha avuto la tentazione di schierarsi dalla sua parte. L’ha fatto Novellino, da avversario ammirato da un talento purissimo; l’ha fatto Quagliarella, da ex blucerchiato e collega. Ma la scena successiva, quella di un ragazzo fuori dalla grazia di Dio che scandisce senza pudore un doppio ‘vaffa’ nei confronti del direttore di gara, che alla vista dello scontato cartellino rosso lo apostrofa con epiteti irripetibili, che si divincola dalla presa di compagni e avversari per proseguire la recita, non può che portare alla conclusione che nessuna indulgenza potrà aiutarlo. E’ successo in passato e tutti hanno cercato di non esagerare con le condanne, preferendo un atteggiamento comprensivo nei confronti di chi, a detta di molti, è il giocatore italiano dai migliori mezzi tecnici.

Io ti aspetto qui“, si legge sulle labbra di Cassano. E ogni volta che l’arbitro si avvicinava alla balaustra esterna alla quale si era appoggiato, la stessa frase gridata e ripetuta fino alla nausea. Le scuse sono arrivate negli spogliatoi, con un colloquio tra il blucerchiato e il direttore di gara, ma il rischio è che quanto fatto possa costargli una squalifica piuttosto lunga, ammesso che non ci sia un altro perdono in extremis. “Il mio è stato un gesto inqualificabile – ammette Cassano -, chiedo scusa a tutti, anche a Collina: ho commesso una grossa cavolata“. Su questo non ci piove, ora resta da capire se questa presa di coscienza possa finalmente anticipare la prossima ‘cassanata’ e non sembrare un gesto riparatore a tempo ormai ampiamente scaduto.

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