In Italia i compiti si fanno su Yahoo Ma è rivolta: “Andate a studiare”

<B>In Italia i compiti si fanno su Yahoo<br>Ma è rivolta:

Una quindicina di anni fa, per correggere una versione di latino, si telefonava al compagno di classe più bravo, oggi le traduzioni dettate al telefono sono state surclassate dall’interattività del web e in particolare da uno strumento, “Yahoo Answer“, creato per rispondere alle domande degli utenti, anche a quelle più strane. Il sistema è facile: basta porre una domanda in rete e subito chi in quel momento è collegato risponde, cercando di fornire una soluzione e correggendo quelle sbagliate. Chi risponde più velocemente o in modo più esaustivo guadagna dei punti in più rispetto agli altri; viene persino segnalata la “miglior risposta”.

E così, da un “Aiutino in italiano” ad un altro “Help, sono in para con la versione di inglese”, sono veramente tanti i messaggi di studenti che su “Yahoo Answer” si fanno correggere i compiti a casa. Versioni di latino, soluzioni ai problemi di matematica e geometria, questionati di storia: ogni pomeriggio il sito si trasforma in un vero e proprio centro di aiuto-compiti.

Cosa che in poco tempo ha scatenato le ire di quanti invece usano il programma per scambiarsi informazioni, curiosità, insomma che hanno concluso da un bel po’ la carriera scolastica e non ne possono più di trovare il sistema intasato da traduzioni di greco e problemi di fisica. La protesta raccoglie anche le critiche di chi non è d’accordo per principio, indignato dal fatto che gli studenti di oggi siano incapaci di fare i compiti da soli.

Scorrere col mouse tra un commento e l’altro è un vero spasso, un po’ per la fantasiosità dei nickname e un po’ per la vivacità del dibattito. A innescare la miccia un post fra i tanti, intitolato proprio “Perché Answers nel pomeriggio diventa un centro di aiuto compiti?”. A porre il quesito è “Cicciograna”, secondo il quale “a giudicare dalla qualità sintattica e grammaticale delle domande, invece di stare al PC a perdere tempo ed implorare qualcun altro di lavorare per loro, dovrebbero dare una bella ripassata ai testi di lingua italiana, perché si trova un campionario di orrori che ha dell’incredibile!”. La “miglior risposta” è quella di “Melancholia”, che chiede implorante di “non rispondere più a questi ragazzini… poi ci lamentiamo se l’Italia va a rotoli…”. Subito pronta la replica di “Chase Young”: “e allora. che c’è di male??? se uno la fa solo perché non ha voglia ok, però se non riesce a farli????”.
Non mancano però le eccezioni, come “Gianni93”, che dice che “sinceramente quando devo fare i compiti me li faccio da solo e non ho mai chiesto a qualcuno, specialmente su answer, di svolgerli per me…”, oppure “Calypso”, secondo la quale “se a scuola ascoltassero la lezione invece di messaggiare o fare filmini per youtube, forse answer non sarebbe intasato da liceali che chiedono traduzioni di latino”. Devil, tra il serio e il faceto, lancia un sassolino con un “siamo studenti, siamo studenti, siamo un mucchio di deficienti…”, mentre è più lucida l’analisi di “Peter”, secondo cui “i compiti hanno cercato di evitarli un po’ tutti… anche mio nonno ogni tanto mi racconta di aver cercato di evitare di non farli…. e penso che nel 26 fossero un po’ più severi…. ma ti appoggio il fatto che c’è una generale e disarmante ignoranza… ormai gli studenti se ne sbattono di tutto… del rispetto dell’insegnate… di chi lavora… e poi da adulti si lamentano di percepire uno stipendio minimo…. dovevano pensarci prima….”.
Commenti di ragazzi che hanno in media meno di venti anni, pronti a difendersi e ad ammettere i propri errori. Il filo conduttore è per tutti lo stesso: la sincerità, talmente forte da risultare spiazzante. Il post di “Anna” punta l’accento su una questione interessante, che va oltre un semplice problema di intasamento della rete, chiedendo “Answer inibisce le capacità degli studenti?”. “Capita di vedere domande di geometria, matematica, letteratura, addirittura intere versioni di latino…. Spesso sono problemi o operazioni anche molto banali, che i ragazzi non solo non sanno risolvere, ma nemmeno hanno la voglia di guardare su un libro e cercare la regola da applicare!”. Secondo lei sarebbe più giusto che “questi ragazzi svolgessero i loro compiti invece che sbolognarli ai “più grandi”, che prontamente rispondono alle domande pur di accaparrasi 10 miseri punticini… Lasciamo che i ragazzi svolgano da soli i compiti!”. Il suo appello viene subito raccolto da “Ipazia”, una di quelle che sta dall’altra parte della barricata, quella di chi fornisce le risposte: “In linea di principio, sono d’accordo con quanto dici, anche se sono io stessa tra quelli che “passano” le versioni su Answers… predico bene e razzolo male, dunque”.
Sulla questione delle risposte “accaparra-punti” interviene “Stedeme”: “Ripeto x l’ennesima volta che secondo me, se uno risponde, non lo fa per i punti. Anche perché, alla fine, non si vince niente! Che senso avrebbe cercare ogni mezzo per accumulare punti??”. Mania di protagonismo, noia o semplice senso di solidarietà tra “Answeristi”: sono tante le ragioni che spingono gli utenti a rispondere agli studenti che chiedono aiuto per un compito di grammatica o di geometria. Con buona pace di quanti, invece, non solo non rispondono ma sono assolutamente contrari a questa nuova “moda”. E lo dimostra il coro unanime sollevato dalla timida domanda di “Magic Girl”: “Come faccio a finire in tempo i compiti per le vacanze?”. Risposta: “Spegni il pc e comincia a studiare”.

(10 marzo 2008)

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