E’ chimica l’origine della sindrome del Golfo

Una serie di rapporti che provano che molti dei soldati colpiti dalla sindrome sono stati esposti a diversi tipi di inibitori della acetilcolinesterasi, alcuni dei quali applicati per prevenire malattie, altri in seguito alla demolizione del deposito di munizioni di Khamisiyah in cui si è avuto un rilascio di sarin, e infine per la somministrazione di pillole di bromuro di piridostigmina utilizzate come trattamento preventivo contro eventuali agenti nervini PAROLE CHIAVE guerra del Golfo  La sindrome del Golfo sarebbe causata dall’esposizione ad alcune sostanze chimiche: è la conclusione di uno studio condotto presso l’Università della California a San Diego. Molti reduci della Guerra del Golfo del 1990-1991 manifestano svariati disturbi che fra cui stanchezza cronica, dolori diffusi, disturbi dell’umore, deficit della memoria.

Secondo i risultati della ricerca condotta da Beatrice Golomb, che ne riferisce in un articolo pubblicato sull’ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), i problemi lamentati dai veterani somigliano fortemente a quelli di cui soffrono i lavoratori agricoli che sono stati esposti agli inibitori dell’acetilcolinesterasi utilizzati come pesticidi. Gli inibitori della acetilcolinesterasi bloccano l’azione di un enzima responsabile della distruzione di un importante neurotrasmettitore.

La Golomb ha analizzato 115 studi relativi alla Sindrome del Golfo e agli effetti degli inibitori della acetilcolinesterasi, oltre a una serie di rapporti che provano che molti dei soldati colpiti dalla sindrome sono stati esposti a diversi tipi di inibitori della acetilcolinesterasi, alcuni dei quali applicati per prevenire malattie, altri in seguito alla demolizione del deposito di munizioni di Khamisiyah in cui si è avuto un rilascio di sarin, e infine per la somministrazione di pillole di bromuro di piridostigmina utilizzate come trattamento preventivo contro eventuali agenti nervini.

I veterani che avevano assunto queste pillole rappresentano una prova importante, dato che anche studi precedenti avevano indicato che la probabilità di sviluppare la malattia e e la sua severità apparivano in correlazione con il numero di pillole assunte.

Secondo l’autrice, dal complesso delle ricerche effettuate la conclusione che la sindrome sia legata all’esposizione a queste sostanze va considerata ormai dimostrata, dato che soddisfa tutti i criteri richiesti per stabilire una relazione di causa-effetto. (gg)

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