Al Qaida arruola kamikaze online

Videogame e forum per donne e bambini

Il web è ormai da anni uno degli strumenti preferiti e maggiormente utilizzati dal terrorismo, che ne ha colto immediatamente le potenzialità: una rete decentralizzata che assicura un perfetto anonimato, difficilmente sottoponibile a controlli o a restrizioni e accessibile a chiunque lo desideri. Internet è utilizzati dai terroristi per fare propaganda, raccogliere fondi, riciclare denaro sporco, reclutare e formare nuovi membri, pianificare e realizzare attentati.

Seguendo le strategie pubblicitarie occidentali, Al Qaida ha messo in opera il cosidetto “narrowcasting”, una ricerca di mercato mirata per reclutare e formare le categorie più deboli e maggiormente infleunzabili: donne e bambini.

Attualmente sono oltre 5.600 i siti controllati e gestiti da Al Qaida e circa 900 quelli che ogni anno si aggiungono a questa cerchia. Il terrorsmo sfrutta anche chat, e-mail, forum, videogame, risorse come YouTube e Google Earth. Internet è un media che ha destato fin dalla sua nascita grande riscontro tra i più giovani. Questo aspetto non è passato inosservato alle menti terroristiche.

Uno dei siti di Hamas, Al-Fateh o The Conqueror, è stato ideato espressamente per i bambini, presentando una grafica accattivante, stile cartone animato. Il titolo del sito promette discussioni sulla jihad, pagine scientifiche, storie inedite e racconti di eroi straordinari. Tra le canzoncine e e le storielle scritte dai bambini stessi si trovano messaggi che promuovono il terrorismo suicida.

Per arrivare ai più giovani, però, la tattica più usata è quella dei videogiochi. Molti gruppi terroristici offrono infatti videogame gratuiti, creati come strumenti di radicalizzazione e formazione. Uno di questi è “Alla ricerca di Bush”, videogame online realizzato da Global Islamic Media Front, organizzazione mediatica qadista.

Un altro esempio è Special Force di Hezbollah. Un videogame online dove il giocatore interpreta il ruolo di un guerrigliero che combatte in campagne terroristiche contro Israele. E’ un gioco violento, dove i giocatori si esercitano a fare il tiro a segno con il ritratto dell’ex primo ministro israeliano Ariel Sharon e di altri personaggi israeliani. Chi ottiene un punteggio alto vince un certificato che viene presentato in una cerimonia virtuale e firmato dal leader Hezbollah, Nasrallah.

Nell’agosto 2007 ne è stata realizzata una nuova versione, intitolata Special Force 2, ambientata nella guerra in Libano del 2006. Il videogioco è stato prodotto dal “Partito di Dio” e permette al giocatore di avventurarsi in una guerra tridimensionale contro Israele. Il gioco è disponibile nelle versioni in arabo, farsi, inglese e francese.

Esistono poi numerosi siti islamici dedicati esclusivamente all’indottrinamento delle donne. Sono stati costruiti dei forum in cui le donne vengono incoraggiate a pianificare attentati suicidi, attraverso la pubblicazione di biografie di testamenti di alcuni martiri appartenenti sia alla storia islamica che ai tempi moderni.

Puntando su siti, forum e videogame specializzati il successo dei terroristi appare pressochè assicurato. Infatti è appurato che una persuasione sofisticata vada a buon fine quando il mezzo, lo stimolo, l’annuncio e la grafica sono stati creati su misura sul target che vuole essere raggiunto. La crescente partecipazione di donne e bambini al terrorismo suicida è senza dubbio un segnale d’allarme sul successo di queste pratiche.

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