Intercetta sms dei figli: indagato

Treviso, temeva cattive compagnie

Un professionista di Treviso è indagato per aver comprato su internet un software con cui spiava il cellulare dei due figli. Aveva installato il programma sul suo telefonino e in quello dei ragazzi e in questo modo poteva conoscere le chiamate e addirittura leggere i loro sms. L’uomo, scoperto dalla GdF che indagava su questo kit illegale, si è difeso dicendo che temeva che i figli finissero in cattive compagnie e iniziassero ad assumere droga.

L’indagato ha precisato di aver fatto l’acquisto del programma per le intercettazioni in assoluta buona fede, convinto che fosse perfettamente legale proprio perché liberamente venduto.

L’uomo ha pertanto installato il software nel suo telefonino e in quello dei suoi ragazzi (naturalmente a loro insaputa). In questo modo poteva in ogni istante leggere gli sms dei figli e conoscere i numeri delle chiamate in partenza e in arrivo.

La spiegazione fornita è stata giudicata dagli investigatori convincente, anche se sarà la Procura a decidere se archiviare o meno il fascicolo aperto per la violazione dell’articolo 617 bis del Codice penale.

Le Fiamme Gialle, infatti, hanno scoperto non solo investigatori privati e mariti e mogli gelosi, ma anche padri preoccupati come lui.

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