Auto personalizzate, che passione

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A Rimini (fino a domenica) il salone delle auto elaborate.

RIMINI – E’ qui in Romagna la festa del “mondo” delle auto elaborate? Decisamente si. Fra auto potenti come una monoposto da Formula 1 e con impianti stero potenti come quelli delle migliori discoteche della riviera romagnola si è aperta la sesta edizione di My Special Car Show, il salone delle auto personalizzate organizzato dalla Promotor International. Un mondo che mette in primo piano “personaggi” pittoreschi ma che, sotto l’ultima moda delle pellicole colorate che rivestono le auto, nasconde un giro d’affari considerevole.

IN CRESCITA – Secondo una ricerca svolta dal Centro Studi Promotor, il comparto della personalizzazione dell’automobile, lo scorso anno, ha fatturato circa 1.235 milioni di euro. Un buon risultato ma che, però, non ha le stesse dimensioni di altre nazioni europee come la Germania. «Spesso per l’automobilista – dice Renato Gallo, presidente dell’Asssociazione Produttori e Distributori di Componenti Speciali per Auto – personalizzare la propria auto è anche un modo per esprimere se stesso ma anche il solo modo per rendere rendere «unica» la propria auto. Oggi – prosegue Gallo – in Italia circolano 2 milioni di veicoli che hanno almeno un componente non di serie». Numeri di tutto riguardo. «Questo significa che ormai i tempi sono maturi una nuova legislazione – argomenta Gallo – ma anche le istituzioni hanno capito che una legge obsoleta non porta vantaggi ma mantiene solo uno statico formalismo, mentre una legge capace di leggere i bisogni di una società dinamica, nella tutela del consumatore porta a creare posti di lavoro, nuova ricchezza e soddisfazione nel sociale».

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BUSINESS – Un business enorme che attrae le case maggiori case automobilistiche che, non a caso, a Rimini sono presenti in tredici. Forti anche dell’attuale situazione che gli consente, a differenza di altre nazioni europee come la Germania dove c’è un ente certificatore indipendente (il TUV), di “regolare” il mercato. Infatti, in Italia sono proprio i produttori automobilistici a dover rilasciare il nulla osta sull’omologazione di pezzi speciali destinati alle proprie vetture. «Se la situazione legislativa fosse allineata alla normativa europea – chiosa Giada Michetti, ad di Promotor International – il mercato potrebbe addirittura triplicare».

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