Maxi tartarughe e granchi giganti così saranno gli animali del futuro

Tartarughe alte sette metri. Crostacei lunghi fino a quattro metri. Ragni grandi come palloni di calcio. Saranno così gli animali che abiteranno la Terra fra più di cento milioni di anni, sostiene un’équipe di 16 scienziati di fama internazionale. Queste strane creature possono ora essere ammirate nel “Futuroscope”, una sorta di safari interattivo all’interno del parco di divertimento di Vienne, in Francia.

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Sarà anche l’unica occasione per l’umanità di vederle. Perché secondo le previsioni degli esperti per quella data anche l’uomo sarà completamente estinto.Non è fantascienza, è proiettare nel futuro fatti scientifici. La differenza tra uno dei mostri che appaiono in un film come Dune e gli animali che abiteranno il futuro, così come li hanno disegnati per la serie televisiva The future is wild, sta nel modo in cui sono stati pensati. I primi sono nati dalla fantasia di uno scrittore, i secondi sono stati assemblati da 16 scienziati di fama internazionale sulla base di regole accertate della teoria dell’evoluzione. Si è prima guardato al passato e al modo in cui gli animali hanno sviluppato determinate caratteristiche per adattarsi all’ambiente. Valutando come la Terra cambierà nei prossimi 5 milioni, 100 milioni e 200 milioni di anni si sono poi fatte previsioni su quali caratteristiche permetteranno agli animali di sopravvivere e come si adatteranno a vivere in ecosistemi diversi da quello attuale.

Scienziati come lo zoologo Robert McNeill Alexander, dell’Università di Leeds, spiegano: “Ci sono molte probabilità che, date le conoscenze che possediamo adesso, gli animali si evolveranno in questo modo. Se vogliamo essere precisi, possiamo dire che gli esemplari che abbiamo immaginato potrebbero essere così”. Potrebbe essere che tra 5 milioni di anni, quando la foresta tropicale sarà diventata una steppa di erba alta a causa del cambiamento climatico, la abiteranno i babookari, scimmie evolute dagli uakari delle foreste amazzoniche, primati capaci di intrecciare cestini e di comunicare con la punta della coda, che spunta nell’erba alta.Tra 100 milioni di anni i rettili se la passeranno bene nel clima caldo e allora i discendenti delle tartarughe di terra saranno alti 7 metri e non avranno più il carapace, perché non dovranno difendersi dai predatori. Tra 200 milioni di anni, dopo l’ultima delle grandi estinzioni di massa, soltanto alcune specie saranno sopravvissute e, ipotizzano gli scienziati, si saranno evolute in forme strane e bizzarre perché libere dalle vecchie regole della competizione e della pressione climatica.
La lenta deriva dei continenti avrà creato un’unica terraferma, chiamata Pangea II, circondata dall’oceano. Tutte i pesci saranno di fatto estinti, e i “nuotatori d’argento” saranno il gruppo che ha preso il sopravvento. Evoluzione di microscopiche larve di granchi, se ne conteranno migliaia di specie, alcune lunghe fino a 4 metri, con corazze da aragosta e zampe flessibili e articolate.
Questo scenario ipotetico e i suoi abitanti sono diventati ora anche un’attrazione nel parco di divertimento di Vienne, vicino a Poitiers, in Francia. Dal 4 aprile, al Futuroscope un safari interattivo porterà i visitatori in sei minuti di viaggio nel futuro, grazie a una tecnologia avanzatissima e la consulenza, ancora una volta, di una squadra scientifica di tutto rispetto. Non ci sarà, tra le specie da incontrare, l’uomo. Ha spiegato l’ideatore di The future is wild, John Adams, che per la specie umana le variabili da tenere in considerazione per l’evoluzione sono molte di più. L’uomo è un soggetto intorno al quale ogni speculazione e previsione crea troppe divergenze.”Abbiamo pensato che potrebbe essere andato via dal pianeta prima che il clima cambiasse tanto da rendergli la vita impossibile”, spiega Adams. Se i ragni grandi come palloni da calcio che potrebbero abitare i deserti, o il polpo che si avventura sulle paludi nate dallo scioglimento dei ghiacci sono spaventosi, ma si guardano con curiosità, l’evoluzione di un uomo, capace di abitare il pianeta che ha contribuito a distruggere, fa troppa paura.

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