Sputi a un poliziotto

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Sputi a un poliziotto
arrestata Naomi Campbell

GUARDA IL VIDEO<B>Londra, sputa a un poliziotto<br>la Campbell di nuovo in manette</B> Naomi Campbell

LONDRA – Era stata tranquilla troppo a lungo, non poteva resistere oltre. E in fondo molti cominciavano a sentire la mancanza dei suoi scatti d’ira, dei suoi attacchi di nervi, delle sue bizze esagerate. Naomi Campbell c’è cascata un’altra volta. Mentre era bordo di un volo della British Airways, fermo sulla pista, ha maltrattato il personale di bordo e poi ha sputato su uno degli agenti intervenuti per sedare la lite. Risultato: la top model è stata fatta sbarcare dal velivolo e condotta via in manette. E’ stata rilasciata poche ore dopo: è stata vista lasciare l’aeroporto poco dopo la mezzanotte.

LA REGINA DELLE PASSERELLE: FOTO

E’ tornata quella di un tempo. Dopo una fase di relativa tranquillità, e una divagazione fatta di smancerie con il presidente Venezuelano Hugo Chavez, con il quale si era intrattenuta in diverse occasioni (FOTO) con il pretesto di un’intervista, improvvisandosi inviata per il magazine GQ. Circostanza che le aveva permesso di tornare alla ribalta delle cronache nel momento in cui Carla Bruni, fresca di liason con Nicolas Sarkozy, passeggiando fra le piramidi aveva rubato la scena a tutte le belle&famose del mondo. Ma Naomi, non a caso, è soprannominata “la pantera nera delle passerelle”. E il titolo va difeso. Ringhiando, appunto come una pantera. O sputando, che si raggiunge subito l’obiettivo.
Una delle più clamorose – anche perché è quella che le è costata più cara – risale alla fine di marzo del 2006. Quando Naomi decise di punire con un sacco di botte, e con il lancio contundente di un telefono cellulare, Anna Scolavino, 42 anni, colf di origine ispanica che lavorava nell’appartamento newyorkese di Park Avenue dove la “pantera” si rifugia quando vola nella Grande Mela. Botte da orbi, dopo il sospetto che la domestica avesse commesso qualche piccolo furto (all’epoca si disse un paio di jeans) nell’abitazione.
Davanti al tribunale di New York che doveva giudicarla, la modella si dichiarò colpevole (pur dicendosi “sorpresa” che la donna si fosse fatta male), e ne ebbe in cambio una condanna a cinque giorni di lavori socialmente utili, che si era tradotta in cinque giorni di servizio come donna di pulizie in un magazzino della Società immondizie nel Lower East Side di Manhattan. Le foto del suo arrivo in loco avevano fatto il giro del mondo, con lei indimenticabile in stivaletti neri con tacco a stiletto (e scarponi al collo, pronti all’uso).
Qualche mese prima di quell’aggressione, Naomi aveva preso a pugni l’attrice Yvonne Sciò, in un albergo di Roma, che aveva osato indossare un abito uguale al suo (qualcuno disse invece che era semplicemente arrivata in ritardo a un appuntamento). Poi toccò a una donna a Westminster, di nuovo Londra. Ma il vizietto affonda le proprie radici indietro nel tempo: già nel 2000 la Campbell si era dichiarata colpevole, davanti ai giudici di un tribunale canadese, di aver picchiato la sua assistente, Giorgina Galanis.

E pensare che, proprio alla fine del suo annus horribilis, il 2006, aveva elencato pubblicamente una serie di buoni propositi, dicendosi amareggiata dalla crudeltà di alcune delle persone che la circondavano, pronte a spargere il seme della menzogna pur di approfittare della sua ingenuità. “Ora sono un essere umano – aveva detto in un’intervista a Sky News – voglio vivere serena con la mia famiglia, basta alcol e droghe, ho imparato dai miei errori”. Ma, come si sa, di imparare non si finisce mai.

Una risposta a Sputi a un poliziotto

  1. […] https://tyler17.wordpress.com/2008/04/04/sputi-a-un-poliziotto/“Ora sono un essere umano – aveva detto in un’intervista a Sky News – voglio vivere serena con la mia famiglia, basta alcol e droghe, ho imparato dai miei errori”. Ma, come si sa, di imparare non si finisce mai. […]

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