Ducati Monster – La prima Naked

La Ducati Monster è stata la prima «naked». Non si pente e rimane un modello. Anche nella nuova versione

BARCELLONA – È sempre stata lei la “nuda” per eccellenza ed era proprio arrivato il momento di ribadirlo con la forza, il carisma e i contenuti che ne hanno decretato gli ineguagliabili successi durante gli anni passati.

COM’E’ FATTA – Così la Ducati Monster si è sottoposta alla più profonda rivisitazione della sua longeva storia (la prima apparizione fu al Salone di Colonia del 1992) per aumentare il proprio fascino, diventare più efficiente e offrire una guida più dinamica e coinvolgente. Il risultato è una moto che, conservando gli inconfondibili stilemi di base della progenitrice, diventa più compatta, moderna e aggressiva, oltre che attraente da qualsiasi prospettiva la si guardi. Non c’è un solo particolare inedito e si vede: gli ingegneri hanno riprogettato la moto da cima a fondo lavorando di concerto con i designer per riuscire a dare vita a componenti che dimostrano come sia possibile coniugare belle forme con funzionalità e alto livello di qualità percepita. All’interno dell’inedito telaio a struttura mista pulsa, come di regola, un bicilindrico a L da 696 cc alimentato a iniezione, dotato di frizione antisaltellamento e capace di 80 cavalli.

COME VA – In sella si nota immediatamente che il lavoro dei progettisti si è concentrato anche sulla totale ridefinizione della posizione di guida, ora più raccolta e giustamente caricata sull’anteriore, che contribuisce, insieme alle nuove geometrie, alla nuova e più efficace distribuzione dei pesi. Pesi che sono diminuiti moltissimo (la moto ora fa segnare solo 161 chili sulla bilancia) e insieme alla sella posizionata a soli 77 centimetri da terra regalano alla nuova Monster 696 una maneggevolezza da scooter nelle manovre da fermo e a bassa velocità. In movimento si apprezza subito la trattabilità del motore bicilindrico, che grazie alla più raffinata gestione elettronica permette di viaggiare sempre senza strappi e accetta la piena apertura del gas da poco più di 2.000 giri. Un propulsore che resta molto lineare fino a 6.000 giri, regime oltre il quale spinta, progressione e timbrica crescono di pari passo con progressione entusiasmante. Nella guida più impegnata la 696 soddisfa per agilità, velocità di discesa in piega, tenuta di strada e stabilità, mentre sullo sconnesso evidenzia una risposta delle sospensioni piuttosto secca. Potente anche l’impianto frenante dotato di pinze anteriori ad attacco radiale, che richiedono un consistente sforzo alla leva per offrire il massimo potere decelerante. La nuova Monster 696 è in vendita a 7.850 Euro in versione base, che diventano 8.200 per la versione Plus dotata di cupolino e coprisella.

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