Ondata di spam sommerge il web Indesiderati 9 messaggi su 10

ROMA – Avete appena controllato la posta elettronica e la metà dei nuovi messaggi era costituita da spam? Siete stati fortunati. Secondo uno studio condotto dalla Sophos, a livello globale nei primi tre mesi dell’anno le e-mail spazzatura sono state addirittura il 92,3% del totale. Una valanga di comunicazioni indesiderate che non risparmia certo i computer italiani.

Le vittime preferite dagli spammer sono i pc statunitensi, che producono il 15,4% dello spam mondiale, e quelli russi (7,4%). Sul terzo gradino del podio sale a sorpresa la Turchia: i computer turchi compromessi contribuiscono attualmente al fenomeno inviando il 5,9% di queste fastidiose e-mail. “Gli Stati Uniti continuano a inviare una quantità di e-mail spazzatura di gran lunga superiore a quella di ogni altro paese, ma il divario con le restanti nazioni si accorcia sempre più”, dice Walter Narisoni di Sophos Italia. “Da questo si evince che gli utenti statunitensi hanno acquisito maggiore consapevolezza del problema e della necessità di proteggere meglio i propri computer”.

Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese occupa l’ottavo posto nella graduatoria, con il 3,6% del totale di messaggi indesiderati. Peggio di noi, nell’Unione europea, sta solamente la Polonia (3,8%). Il “contributo” italiano allo spam, comunque, è rimasto sostanzialmente invariato: nell’ultimo trimestre del 2007 era stato del 3,5%.

Tra i fenomeni più preoccupanti c’è il numero sempre più alto di siti creati per aggirare i filtri antispam. Nei primi tre mesi del 2008, ne sono stati realizzati addirittura 23.000, e cioè uno ogni tre secondi. La tecnica è semplice: gli spammer inseriscono un link nei propri messaggi con l’intento di attirare ignari utenti su pagine web che nascondono programmi maligni pronti ad infettare i loro pc.


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Ma come fare per difendere il proprio computer ed evitare che si trasformi in uno zombie in mano agli hacker? Le buone regole da rispettare sono sempre le stesse: aprire con attenzione la posta evitando di leggere e-mail strane, adottare protezioni adeguate e aggiornare periodicamente il proprio antivirus. “Lo spam è un fenomeno globale e riguarda tutti coloro che possiedono una connessione Internet”, continua Walter Narisoni. “Le cifre relative al primo trimestre del 2008 dimostrano che un esercito di criminali informatici spinti dalla sete di guadagno controlla attualmente più computer zombie in Asia ed Europa che in Nord America. L’impennata nel volume di spam inviato da questi due continenti non significa però che gli spammer operano da queste aree del globo, bensì che i computer residenti in queste regioni sono sprovvisti di adeguata protezione”.

I paesi che hanno prodotto più spam:

1) Stati Uniti 15,4%

2) Russia 7,4%

3) Turchia 5,9%

4) Cina (inclusa Hong Kong) 5,5%

5) Brasile 4,3%

6) Corea del Sud 4,0%

7) Polonia 3,8%

8) Italia 3,6%

9) Germania 3,4%

10) Gran Bretagna 3,4%

11) Spagna 3,3%

12) Francia 3,2%


(20 aprile 2008)

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