Il fanatismo impresso in un nome

Da www.flickr.com

Spesso si associa il fanatismo religioso alla cultura islamica. Ma è nelle comunità religiose occidentali che trovano sfogo le espressioni più bizzarre ed eccentriche di fede.
Gli americani in particolare riescono spesso a ottenere risalto a livello internazionale grazie alla loro originalità: un tale dell’Illinois ad esempio si sta facendo conoscere in tutto il mondo perchè ha fatto richiesta di poter cambiare legalmente il suo nome in “In God We Trust”, ovvero “Crediamo in Dio”. Nome proprio “In God”, cognome “We Trust”.

Steve Kreuscher, 57 anni, in un’intervista si giustifica raccontando che il nuovo nome sarebbe un riconoscimento dell’aiuto che il Signore gli ha dato nel corso della vita. “Ho dovuto credere in Dio per poter superare momenti particolarmente difficili”, ovvero un divorzio difficile, un attacco di depressione, problemi finanziari e una tentata rapina in cui ha rischiato la vita.
Ma soprattutto Kreuscher, pittore in erba e autista di scuolabus, spera che il suo gesto salvi il motto cristiano dall’essere rimosso dalla valuta americana, come vorrebbero gli atei del suo Paese. Se non potrà stare sulle banconote e sulle monete perchè ritenuto anticostituzionale, sarà lui a farsi carico di tramandarlo attraverso il suo nome.

Nel 1992 aveva già assistito senza potervi porre rimedio alla rimozione della frase “God Reigns” (Dio regna) dal sigillo della sua città nativa, Zion, urbanisticamente progettata a imitazione della bandiera americana nel 1901 dal fondatore della Chiesa Cristiana Cattolica Apostolica, John Alexander Dowie.

In effetti, secondo l’avvocato Alan Pearlman la richiesta non viola nessuna delle leggi americane riguardanti i cambiamenti di identità. Un giudice può vietare di cambiare il proprio nome in un insulto razziale, in un’offesa o un’oscenità. Non è possibile assumere il nome di una marca, di un marchio registrato, di una casa produttrice, né attribuirsi il nome di una celebrità.

Gli americani sono liberi invece di farsi chiamare col nome di personaggi mitologici o di fantasia: nel ’97 ad esempio a Robert Rion fu concesso di cambiare il proprio nome in Santa Claus.
Con un tale precedente e le sue motivazioni, bizzarre ma pur sempre positive, Kreuscher può ben sperare di ottenere un successo da questa causa.

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