Alia l’enfant prodige: ha 19 anni ed è la più giovane docente del Pianeta

A 8 mesi ha iniziato a parlare, a 5 anni ha finito le elementari e a 14 la laurea in matematica e statistica

NEW YORK – A 8 mesi ha iniziato a parlare, a cinque anni ha finito le elementari e a 14 si è laureata summa cum laude in matematica e statistica, diventando la più giovane ragazza del Pianeta a conseguire un diploma di laurea. Oggi, a 19 anni compiuti lo scorso febbraio, Alia Sabur è la più giovane docente universitaria del mondo. L’enfant prodige newyorchese di origine iraniana oggi insegna presso il Dipartimento di “Advanced Technology Fusion” della Konkuk University, a Seul. Aveva iniziato a insegnare nel 2005, alla Southern University di New Orleans, ma dovette interrompere le lezioni quanto l’uragano Katrina distrusse la città, spazzando via anche l’Università.

UN TIPO «SCOMODO» – «In realtà il mio è un record femminile – aveva spiegato al Corriere Alia all’indomani della laurea – quello maschile appartiene a Tathagat Avatar Tulsi che a 12 anni e due mesi si è laureato in fisica all’università indiana di Patna». Più tardi ha battuto il “rivale” diventando, grazie alla prestigiosa Borsa di studio per dottorati di ricerca «Gaann», la più giovane PhD d’ America. La sua fortuna? Non essersi bruciata subito, com’ è successo a tanti precoci genietti, spinti da genitori ambiziosi e senza scrupoli che spesso pianificano la carriera universitaria dei figli ad Harvard o Yale quando i piccoli sono ancora in culla. «Non è il mio caso – assicura lei – io sono figlia unica e sono stati gli amici a spiegare a papà e mamma che ero diversa». In quarta elementare le autorità scolastiche di Northport, a Long Island, decisero che Alia era un tipo «scomodo». «La maestra mi disse: trova qualcosa da fare, io debbo insegnare ai tuoi compagni. Così trascorsi l’anno in un angolo a leggere». I genitori querelarono il distretto scolastico e chiesero 80 milioni di dollari «per assenza di istruzione adeguata». Nel frattempo l’Università Suny decise di aprire le porte alla ragazza, che allora aveva 10 anni e si recava ai corsi con bambole e orsacchiotti nello zainetto rosa Hello Kitty.

ESPERTA IN BIOFISICA DELLE PROTEINE – «Mi piacerebbe molto, un giorno, trovare la cura contro l’Alzheimer o il morbo della mucca pazza – afferma Alia, esperta in biofisica delle proteine – vorrei pure esplorare il principio di Einstein secondo cui la velocità della luce è costante. Sono tra quelli – precisa – che osano mettere in dubbio tale assioma». La modestia non è insomma il suo forte. «E come potrebbe esserlo? – la difendono mamma Julie, ex reporter tv e papà Mark, ex ingegnere, che hanno trasformato l’intelligenza della figlia in un lavoro a tempo pieno – Ha cominciato a leggere a 8 mesi, a due anni divorava romanzi e a 5 aveva già conseguito la licenza elementare». Oltre a essere un genio matematico, Alia sogna una carriera come clarinettista. «Ha tutte le carte in regola per riuscirci: è un vero prodigio musicale», assicura Ricardo Morales, primo clarinetto nell’orchestra della Metropolitan Opera di New York e suo maestro, che l’ha seguita nei concerti per anni.

SITI ANTI-ALIA – Ma la vita dei geni non è tutta rose e fiori. Accanto al suo sito ufficiale che ne decanta i rari primati, la giovane deve fare i conti con i siti anti-Alia infarciti di odio e insulti. Per non parlare dell’ostilità dei coetanei. «Ho dovuto abbattere per anni l’odioso stereotipo della secchiona antisociale – spiega – io sono una come tante e spero di essere un modello per le altre giovani donne che ancora oggi continuano ad aver paura di mostrarsi più brave degli altri. Soprattutto dei maschi».

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